Sentieri Selvaggi Ensemble Teatro Elfo Puccini Comune di Milano Edison Energia
Musica Impura di Sentieri Selvaggi
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La tradizionale inaugurazione con ospiti stranieri vede l’incontro tra il mondo della composizione ed esecuzione classica e quello della musica elettronica contemporanea. L’ensemble olandese Lunapark rielabora l’innovativo linguaggio dei Massive Attack e di Squarepusher e lo interpreta in una imprevedibile chiave cameristica - da essi denominata “digital folk music” - in un fecondo interscambio tra culture diverse.

The traditional Sentieri selvaggi season opening with foreign guests sees the world of classical composition and performance meeting that of electronic contemporary music. The Dutch ensemble Lunapark elaborates the innovative language of Massive Attack and Squarepusher interpreting it in an unpredictable chamber version - they call it “digital folk music” - in a fruitful exchange between different cultures.

MASSIVE ATTACK
(arr. Fiumara)
Paradise Circus
Unfinished
Teardrop
Babel

BRIAN ENO
(arr. Fiumara/Marinissen)
Three Variations on the Canon in D by Johann Pachelbel, part III

SQUAREPUSHER
(arr. Bierman/Huszar/Marinissen)
A Journey to Reedham
Full Rinse
Jacques Mal Chance
Massif

LOUIS ANDRIESSEN
Workers Union

LUNAPARK
Baiba Yurkevich, voce
Arnold Marinissen, direzione e percussioni
Ramon Lormans, percussioni
Aart Strootman, chitarra elettrica
Toon Bierman, tastiere
Rolin van Opstal, violino
Roos van Well, violino
Ro Krauss, viola
Bence Huszar, violoncello
Fred Jacobsson, chitarra basso

Ambasciata Olandese Uovo Project

FLAVIO TESTI
Jubilus II

GIORGIO COLOMBO TACCANI
Watcher (prima assoluta)

MATTEO MANZITTI
Kokoro, il cuore invisibile (prima assoluta)

ANTHONY FIUMARA
(Novità) Impure (prima assoluta)

EVAN ZIPORYN
Projet pour une révolution à New York (prima assoluta)
1) ...I am closing the door behind me...
2) Keep Still
3) Asphalt Glistening After The Rain
4) Cut

Evan Ziporyn
clarinetto

Sentieri selvaggi
Paola Fre, flauto
Remo Peronato, oboe
Mirco Ghirardini, clarinetto
Michele Colombo, fagotto
Mario Mariotti, tromba
Valentino Spaggiari, trombone
Andrea Dulbecco, vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Piercarlo Sacco, violino
Paolo Fumagalli, viola
Aya Shimura, violoncello
Alberto Lo Gatto, contrabbasso

Carlo Boccadoro, direzione

FREDERIC RZEWSKI
The People United Will Never Be Defeated!

SENTIERI SELVAGGI
Andrea Rebaudengo, pianoforte

L’approccio di Giovanni Sollima alla composizione è tra i più originali e passionali. La sua poetica, ispirata dalle tradizioni culturali del Mediterraneo e da suggestioni di carattere storico e politico, ha tra i suoi punti d’arrivo “Spasimo”, affresco strumentale dedicato a una chiesa sconsacrata palermitana, luogo vibrante di tante anime come il violoncello di Sollima. Un percorso musicale senza frontiere, impuro dalla radice sino alla forte fisicità che ne caratterizza l’esecuzione.

Giovanni Sollima’s approach to composition is one of the most original and passionate. His poetry, inspired by the cultural traditions of the Mediterranean and historical-political suggestions, sees among its arrival points “Spasimo”, an instrumental fresco dedicated to a desconsecrated church in Palermo, a vibrant place gathering many souls like Sollima’s cello. A musical journey without boundaries, impure from its very root up to the strong physicality involved in the performance.

GIOVANNI SOLLIMA
Quartet Files
Sento il canto in curva
Spasimo

Giovanni Sollima
violoncello

Paola Fre, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Andrea Dulbecco, vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo, pianoforte e tastiere
Elena Casoli, chitarra elettrica
Piercarlo Sacco, violino
Paolo Fumagalli, viola
Aya Shimura, violoncello

Carlo Boccadoro, direzione

Sonzogno

MICHAEL DAUGHERTY
Diamond in the Rough
Elvis Everywhere
Jackie’s Song
Venetian Blinds
Paul Robeson Told Me
Sing Sing: J. Edgar Hooverv Sinatra Shag

Sentieri selvaggi
Paola Fre, flauto
Mirco Ghirardini, clarinetto
Andrea Dulbecco, vibrafono e percussioni
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Piercarlo Sacco, violino
Enrica Meloni, violino
Paolo Fumagalli, viola
Aya Shimura, violoncello

Carlo Boccadoro, direzione

Musiche di
PATRIZIO FARISELLI

Sentieri selvaggi
viale Monza 169
20125 Milano

tel/fax +39 02 28510170

www.sentieriselvaggi.org

mail@sentieriselvaggi.org

direzione artistica
Carlo Boccadoro
e Filippo Del Corno

direzione organizzativa
Maria Dora Firrincieli

pubbliche relazioni
Michele Palozzo

grafica
andman.it

website coding
4sigma.it

comunicazione
e ufficio stampa

Marco Ferullo

Biglietti:
€15/10/5*

(+1.50 € diritto di prevendita)
presso la biglietteria
del Teatro Elfo Puccini,
corso Buenos Aires 33,
20124 Milano
tel +39 02 00660606

* Amici di Sentieri selvaggi, Lettori Amadeus e TuttoMilano con coupon

SENTIERI SOSTENIBILI
- un biglietto omaggio alle prime dieci persone che, la sera stessa del concerto, arriveranno in bicicletta.

- Sentieri selvaggi aderisce, all’iniziativa “Teatro, Cinema..in BICI ridotto” a favore della mobilità ciclistica milanese
con la seguente agevolazione:
biglietto ridotto a 10 euro
e 15 euro la coppia, a quanti si recheranno ai Concerti della Stagione in bicicletta, presentando in Biglietteria
la chiave del lucchetto
e/o il tesserino del BikeMi

Prevendita su VivaTicket
www.vivaticket.it

SENTIERI SELVAGGI ringrazia tutti coloro che in questi ultimi anni ci hanno sostenuto con le loro donazioni e hanno così contribuito a far nascere nuova musica e nuove idee.
In particolare grazie ai Mecenati L’Erbolario, Francesco Micheli, Giancarlo Del Corno,
ai Sostenitori Luca Prandi e Nicoletta Geron
agli Amici Sergio Crespi, Rino Villani, Giovanna Poloni, Giorgio Giovannetti, Francesca Savastano, Eugenio Finardi, Alberto Orietti, Alberto Polverino e Anna Maria Desiderio

Stagione Musica Impura



Chi oggi scrive musica è inevitabilmente influenzato da altre musiche, scritte o suonate in contesti culturali del tutto differenti; a volte questa influenza si trasforma in una mimetica acquiescenza a strategie comunicative e di marketing che nulla hanno a che vedere con la composizione.
Sono invece tanti gli autori che entrano in relazione con i molti linguaggi musicali del tempo presente seguendo criteri e filtri rigorosi, mossi da accurate esplorazioni e improvvise passioni, senza mai rinunciare a un pensiero musicale complesso e articolato.
E' a loro che Sentieri selvaggi dedica il 2013, e alle partiture in cui deliberatamente si apre un confronto, un dialogo, tra il mondo della composizione "colta" ed esperienze musicali "altre"; è questa la nostra musica impura, che disegna un paesaggio sonoro frastagliato, abitato da musiche molto differenti tra loro per spessore semantico, prassi compositive e modalità performative. Tutti i compositori del cartellone 2013 di Sentieri selvaggi sono impegnati nel provare a dare, ancora una volta, una risposta concreta e responsabile all'affermazione di Igor Stravinsky "non posso che avere coscienza dell'oggi".

I concerti di Sentieri Selvaggi sono a emissioni zero grazie ai certificati di produzione rinnovabile Edison. Il sistema dei certificati RECS permette di compensare le emissioni delle serate all’Elfo Puccini grazie all’energia elettrica prodotta presso le centrali idroelettriche di Edison.

Si continua a identificare il benessere con l’aumento dei consumi, come se non vivessimo su un pianeta dalle risorse limitate. È una pazzia. Anche un bambino capisce che solo uno sviluppo sostenibile ha futuro perché insostenibile vuol dire impossibile.
We go on identifying well-being with increased consumption, as if we didn’t live on a planet with limited resources. It’s madness. Even a little kid understands that only sustainable development has a future because unsustainable means impossible.
Patrizio Fariselli

Music would seem to be comparatively frugal regarding resources, but this is an illusion: we use precious materials to make precious instruments - old wood and finite metal - and these are dwindling and disappearing. The carbon footprint of touring is large, as are the forests mowed down to print rough drafts of scores, the energy used to amplify our concerts, etc. Our profession is in this way no different than any other, and our practical solutions should and must change and adapt. But there is also an aesthetic sustainability which is too easily forgotten, at least in western culture - that is, a consideration of the relationship of one’s own music to the culture or cultures from which it emerges and to which it hopefully contributes. Making music is a highly personal act - we strive to create something that expresses and communicates our essence; but in this it is also inherently social. Musical practice always reflects a culture - compare a gamelan to an orchestra, for example, and you will learn much about their respective societies. Perhaps an examination of this is fruitful, perhaps we should strive to make a music that shapes our culture, even if only modestly. What cultural resources are we mining, how are we transforming them, what are we giving back? Are we creating a musically sustainable environment?
La musica sembrerebbe relativamente frugale in quanto a risorse, ma è un’illusione: usiamo materiali preziosi per costruire strumenti preziosi - legno antico e metallo finito - e questi stanno diminuendo e scomparendo. L’impronta di carbonio delle tournée è enorme, come le foreste falciate per stampare le bozze delle partiture, l’energia utilizzata per amplificare i nostri concerti, ecc. In questo modo la nostra professione non è diversa da ogni altra, e le nostre soluzioni pratiche dovrebbero e devono cambiare e adattarsi. Ma c’è anche una sostenibilità estetica troppo facilmente dimenticata, almeno nella cultura occidentale - vale a dire, una considerazione del rapporto tra la propria musica e la cultura o le culture dalle quali emerge e alle quali sperabilmente contribuisce. Fare musica è un atto fortemente personale - ci sforziamo di creare qualcosa che esprima e comunichi la nostra essenza; ma in questo è anche intrinsecamente sociale. La pratica musicale riflette sempre una cultura - confrontate un gamelan con un’orchestra, per esempio, e imparerete molto circa le rispettive società. Forse un approfondimento a riguardo sarebbe fecondo, forse dovremmo sforzarci di fare una musica che modelli la nostra cultura, anche se solo di poco. Quali risorse culturali stiamo scavando, come le stiamo trasformando, cosa stiamo dando in cambio? Stiamo creando un ambiente musicalmente sostenibile?
Evan Ziporyn

Un pensiero di Patrizio Fariselli e Evan Ziporyn per la stagione MUSICA IMPURA

Masterclass

Masterclass

La Master Class si terrà il 22 maggio, dalle 14.30 alle 16.30 presso il Conservatorio di Milano (sala Puccini) e dalle 17.00 alle 19.00 al Teatro Elfo Puccini, dove gli allievi potranno assistere alla prova generale del concerto e dialogare con il compositore Michael Daugherty.
La masterclass è aperta a tutti.

Chi volesse partecipare scriva una mail al seguente indirizzo:
masterclass@consmilano.it
Coloro che partecipano alla Master Class hanno diritto ad un biglietto ridotto per il concerto serale di Sentieri selvaggi al Teatro Elfo Puccini, al prezzo speciale di 5 €.

Michael Daugherty è unanimemente riconosciuto tra gli autori di punta della nuova generazione americana. Nato nel 1954 a Cedar Rapids, nell'Iowa, Daugherty ha intrapreso gli studi musicali sviluppando un vivo interesse per tutte le forme musicali del contemporaneo, in particolare il pop e il jazz. Egli stesso riconosce il suo debito verso il mainstream statunitense: le grandi icone del XX secolo e i dettagli della frenetica quotidianità metropolitana sono elementi che ispirano in modo significativo e costante l'intero repertorio di Daugherty, ironicamente affettuoso verso la cultura popolare nella quale si è formato.
In occasione del concerto di Sentieri selvaggi a lui dedicato, il compositore terrà una masterclass pubblica articolata in due momenti della giornata: al mattino racconterà e farà ascoltare la propria musica, mentre al pomeriggio gli allievi del Conservatorio e della Civica Scuola di Musica potranno presentargli i loro lavori. Un'occasione unica per conoscere da vicino uno degli autori più originali del nostro tempo.
Michael Daugherty is unanimously considered one of the leading authors of the new American generation. Born in 1954 in Cedar Rapids, Iowa, Daugherty began his musical studies by developing a keen interest in all forms of contemporary music including pop and jazz. He openly acknowledges his debt to the U.S. mainstream: the great icons of the twentieth century and the details of the hectic everyday life of the metropolis are the elements that steadily inspire the entire repertoire of Daugherty, ironically affectionate towards the popular culture he formed into. The day of the Sentieri selvaggi concert dedicated to him, the composer will hold a public master class in two moments of the day: in the morning he'll recount and propose his music, then in the afternoon the students of the Conservatory and the Scuola Civica di Musica will be able to present their own works to him. It is a unique opportunity to get to know one of the most original authors of our time.

Masterclass

Area in Concerto

PROMOZIONE RISERVATA AL PUBBLICO DI SENTIERI SELVAGGI

Coloro che acquistano il biglietto intero per la serata Lunapark del 26 marzo hanno diritto al biglietto ridotto per il concerto degli Area al prezzo di 14 € (disponibilità limitata).

Coloro che acquistano il biglietto intero per il concerto degli Area hanno diritto al biglietto ridotto per la serata Lunapark al prezzo speciale di 5 €.

Per info e prenotazioni contattare la biglietteria del Teatro Elfo Puccini – 02 00660606

Gli Area sono tornati: Patrizio Fariselli (pianoforte e tastiere), Paolo Tofani (chitarra, live electronics, voce) e Ares Tavolazzi (contrabbasso e basso elettrico), ovvero tre dei componenti storici di uno dei gruppi italiani che hanno segnato indelebilmente le vicende musicali degli anni Settanta e la cui influenza è arrivata sino a noi, hanno ripreso da qualche tempo l’attività concertistica tenendo sempre alta la bandiera di una musica che non conosce barriere fra stili e linguaggi.
Gli Area di oggi si ricollegano al loro glorioso passato e guardano con grande vitalità al presente e al futuro. La nostalgia è bandita, anche se nel cuore e nella mente non possono non mancare Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo, compagni di innumerevoli, entusiasmanti battaglie musicali. Lo spirito di avventura rimane dunque immutato, insieme all’ironia e all’irriverenza che li ha sempre contraddistinti.
Dall’autunno 2010, quando è riaffiorata l’idea della reunion, gli Area hanno suonato in tutta Italia, tra festival, teatri e club, ovunque salutati calorosamente da un pubblico variegato, formato da vecchi e nuovi estimatori. I classici del gruppo sono diventati inni di più generazioni, accomunate dalla passione per un sound la cui originalità trae linfa vitale dalla fusione fra rock, jazz e molto altro ancora.