Pensare il dissenso Fortemente condizionato dai fatti dell’11 settembre 2001, Paolo Coggiola conduce una riflessione sulla “violenza” esercitata dai mass-media, che hanno ragione sulla resistenza individuale e sui processi creativi dei singoli. Hume!, che Coggiola comincia a scrivere in quei giorni cruciali, riflette sugli spazi di dissenso concessi alla libertà artistica, con cui appellarsi a un tribunale della ragione idealmente presieduto da David Hume.
Musicare il dissenso Anche il giovane Fabian Svensson si misura con il tema del diritto al dissenso. Al compositore svedese, indicato da Julia Wolfe come vincitore della Masterclass di composizione organizzata da Sentieri selvaggi nella corso della stagione 2006, è stato commissionato il pezzo che viene oggi presentato in prima assoluta.
Disegnare il dissenso Il designer Bruno Munari, chiamò provocatoriamente Macchine inutili alcune sue installazioni. L’idea di realizzare complessi marchingegni senza alcun scopo, in dissenso con ogni criterio di pura funzionalità del design industriale, rappresenta il punto di partenza del brano di Francesco Antonioni. Il compositore infatti gioca su un motivo elementare che trasforma con continue variazioni, e a cui si oppone l’entropia di lente parabole discendenti.
Cantare il dissenso Le canzoni di Vladimir Vysotsky, cantautore e attore russo, sono state sempre fortemente osteggiate dalle autorità impegnate a boicottare gli intellettuali indisciplinati, colpevoli di esprimere liberamente la loro creatività. In questa nuova versione strumentale curata da Filippo Del Corno sarà Eugenio Finardi a dare voce alle parole potenti e visionarie del grande artista russo.
Right to Dissent
Strongly influenced by the aftermath of September 11, Paolo Coggiola reflects on the "violence" of the mass-media and how it destroys individual resistance and creative processes.
The Swedish composer Fabian Svensson, chosen by Julia Wolfe as the winner of the Composition Masterclass organized by Sentieri Selvaggi during the 2006 season, was commissioned this piece.
Bruno Munari, whose so-called Macchine inutili, complex mechanisms which served no purpose, was in evident dissent with every criteria of the pure functionalness industrial design. Macchine inutili insipred Francesco Antonioni, whose work plays with an elementary motif that is transformed by continuous variations.
The songs of Vladimir Vysostsky, a Russian singer and actor, have always been fiercely boycotted by the regime in Moscow for their freely expressed creativity. In this new version Eugenio Finardi gives voice to the strong, visionary words of this great Russian artist.
21 Maggio 2007
Teatro dell’Elfo_h:21.00
Diritto al dissenso
Paolo Coggiola
Hume!
Fabian Svensson
Two sides
(prima assoluta)
Francesco Antonioni
Macchine inutili
(prima assoluta)
Vladimir Vysotsky
Canzoni del dissenso
con Eugenio Finardi
Ensemble Sentieri selvaggi
Flauto Paola Fre
Clarinetto Mirco Ghirardini
Vibrafono e percussioni Andrea Dulbecco
Pianoforte Andrea Rebaudengo
Violino Piercarlo Sacco
Violoncello Paola Perardi
direzione Carlo Boccadoro
Nel corso della serata Angelo Miotto incontra Giulio Giorello.