Diritto di espressione
I quartetti di Michael Daugherty sono ispirati a tre personaggi icona della storia americana: Paul Robeson, cantante di colore con simpatie comuniste, che si era impegnato nella difesa dei diritti degli afroamericani condannando segregazione e discriminazione razziali; Elvis Presley, che aveva dato vita a un linguaggio musicale in evidente contrasto con le tradizioni sociali e culturali che dominavano il pensiero della maggioranza americana nel XX secolo; e infine J. Edgar Hoover, alto funzionario del governo degli Stati Uniti per numerosi anni a capo dell’FBI, icona “negativa” del diritto all’espressione con le sue indagini tese a identificare cittadini americani ritenuti per le loro idee politiche simpatizzanti per il comunismo.
Il …miserere… di Andriessen rimanda al celebre Miserere di Allegri; il legame viene suggerito all’autore olandese dal romanzo Melodien di Helmut Krausser la cui trama ruota sulle ventisei melodie magiche dal potere ipnotico composte intorno al 1500 dall’alchimista Castiglio che sconvolsero l’ordine costituito dell’espressione artistica della Chiesa cattolica.
L’ultimo brano, String Quartet No. 3 “Mishima”, è stato composto da Glass nel 1985 per la colonna sonora del film di Paul Schrader sullo scrittore giapponese Yukio Mishima. Personaggio complesso, Mishima mise fine alla sua vita con un atto estremo di diritto all’espressione praticando il suicidio rituale (seppuku) all’età di 45 anni, rivendicando il suo spiccato patriottismo e il rifiuto della progressiva occidentalizzazione della cultura giapponese.
Michael Daugherty’s quartets are inspired by three American icons: Paul Robeson, a black singer with left-wing sympathies, committed to defending the rights of African-Americans condemned to racial segregation and discrimination; Elvis Presley, who created a musical language in stark contrast to the social and cultural traditions which dominated main-stream, 20th century America; and J. Edgar Hoover, a high-ranking government official head of the FBI for many years, a “negative” icon in terms of freedom of expression due to his investigations aimed at singling out American citizens who sympathized with the Left.
Andriessen’s …miserere… recalls the famous Miserere by Allegri; this link was suggested to the Dutch author Helmut Krausser in Melodien which is about the twenty-six magic melodies with hypnotic power composed in 1500 by the alchemist Castiglio which upset the order of artistic expression set out by the Catholic Church.
The last piece, String Quartet No. 3 “Mishima”, was composed by Glass in 1985 for the Paul Schrader film about the Japanese writer Yukio Mishima. A complicated person, Mishima ended his life by committing ritual suicide (seppuku) at the age of 45, an extreme act of the right of free expression, to stress his patriotism and his rejection of the progressive Westernization of Japanese culture.
Michael Daugherty
Elvis Everywhere
Michael Daugherty
Sing Sing: J. Edgar Hoover
Michael Daugherty
Paul Robeson told me
Louis Andriessen
…miserere… (prima italiana)
Philip Glass
String Quartet No. 3 “Mishima”
Ensemble Sentieri selvaggi
violino Piercarlo Sacco
violino Enrica Meloni
viola Svetlana Fomina
violoncello Aya Shimura
Gli autori presentati questa sera hanno quasi tutti vissuto, o vivono tuttora, sotto regimi che ne limitano l’esistenza e, inevitabilmente, intaccano la loro libertà di espressione.
Alla base della produzione di Górecki vi è la ricerca della semplicità e dall’autenticità contrassegnata in gran parte da suggestioni folkloriche e religiose, ben lontane dai dettami del realismo socialista con cui si è dovuto confrontare in Polonia. Anche per Giya Kancheli l’ispirazione religiosa è dominante e si manifesta con suoni rarefatti e suggestive evocazioni di un passato lontanissimo. A causa delle tensioni correnti in Georgia, suo paese natale, Kancheli è esiliato in Belgio.
La musica di Arvo Pärt è stata influenzata dalla fede e dalla tradizione ortodossa e il compositore estone ha per questo subìto sulla propria pelle la negazione alla libera espressione: è stato infatti vittima della censura sovietica e nel 1980 si è trasferito in Germania. Tuttora costretto a vivere a stretto contatto con il regime vessatorio dell’Uzbekistan è invece il compositore Dimitri Yanov-Yanovsky.
Alfred Schnittke è tra gli autori presentati quello che ha avuto un rapporto più conflittuale con un sistema che ha osteggiato l’affermazione dei suoi diritti: la sua Prima Sinfonia è stata messa al bando dal Sindacato dei compositori e dopo la sua astensione da un voto all'interno del Sindacato stesso nel 1980, gli è stato impedito di uscire dall'Unione Sovietica fino al 1990 quando si è trasferito ad Amburgo.
Tigran Mansurian vive in Armenia e la sua musica trae forte ispirazione dalla tradizione popolare, specialmente quella liturgica; il confronto con il sistema sovietico oppressivo della libertà artistica ne ha inevitabilmente condizionato l’esistenza.
The composers presented this evening have all lived, or are still living, under regimes which limit existence and, inevitably, undermine their right to free expression.
Górecki’s works are based on the search for simplicity and authenticity influenced by folklore and religious undertones, far from the Polish dictates of socialist realism. The religious inspiration in Giya Kancheli’s piece is dominant and is manifested through rarefied sounds and moving evocations of a remote past. Because of tensions in his native Georgia, Kancheli is exiled in Belgium.
Arvo Pärt’s music has been influenced by faith and the orthodox tradition and the composer from Estonia has experienced being deprived of his right to free expression: he was a victim of Soviet censorship and in 1980 he fled to Germany. Dimitri Yanov-Yanovsky is still very much subjected to the regime of Uzbekistan.
Alfred Schnittke is one of the composers who has had a conflictual relationship with the system that has blocked his right to free expression: his First Symphony was boycotted by the Composers’ Union and after his abstention from an election within the Union in 1980, he was detained in the Soviet Union until 1990 when he moved to Hamburg.
Tigran Mansurian lives in Armenia and his music is greatly inspired by popular tradition, especially by liturgy; the comparison with the Soviet system which oppresses artistic freedom has inevitably conditioned its existence.
Henryk Mikolaj Górecki
Little Fantasia
Giya Kancheli
Nach dem Weinen
Arvo Pärt
Mozart-Adagio
Dimitri Yanov-Yanovsky
Solo
Alfred Schnittke
Sonata n. 2
per violoncello e pianoforte
Tigran Mansurian
Cinque Bagattelle
Ensemble Sentieri selvaggi
violino Piercarlo Sacco
violoncello Aya Shimura
pianoforte Andrea Rebaudengo
Un concerto?
Un quadro?
Un’installazione video/musicale?
Un paesaggio in movimento?
L’osservazione di un istante? Una variazione sul tema? Un’esperienza differente di interazione tra disegni e musica? Una reciproca accensione di energia, concentrata come un caffè forte (da qui il titolo)? Una prima esecuzione di musica da concerto? Ma che tipo di musica è? È un solo quadro o sono tanti? Si può uscire o bisogna rimanere seduti tutto il tempo? Si può leggere mentre continua la musica?
Ristretto. Questo, e altro.
A concert?
A painting?
A video/musical installation?
A landscape in movement?
The observation of a moment? A variation on a theme? A new experience of interaction between drawings and music? A mutual ignition of energy, concentrated like strong coffee (hence the title)? A first performance of concert music? What kind of music? It’s just one picture or are there many? Can you go outside the hall or should you remain seated? Can you read while the music is playing?
Ristretto. This, and more.
RISTRETTO
(prima assoluta della versione completa)
Musica di Carlo Boccadoro
Disegni di Enzo Cucchi
Video di Simona Rovigo

