Philip
Glass
Nella colonia penale
opera da camera dal racconto di Franz
Kafka
libretto
di Rudolph Wurlitzer
traduzione di Marco Ravasini l’ufficiale Roberto
Abbondanza
il visitatore Stefano Ferrari
con Fabio Irato e Francesco
Oberto Tarena
Sentieri Selvaggi
Piercarlo Sacco violino
Debora Tedeschi violino
Renata Sfriso viola
Marco Decimo violoncello
Stefano Dall’Ora contrabbasso
direzione Carlo
Boccadoro
regia Giorgio Gallione
scene Antonio Panzuto
costumi Patrizia Dongiovanni
organizzazione Andrea Minetto
in co-produzione con Teatro
Carlo Felice di Genova, Piccolo
Regio Laboratorio di Torino
La più recente opera da camera
di Philip Glass viene presentata per la prima volta in
Europa dopo lo straordinario successo raccolto negli Stati
Uniti, dove ha avuto 250 esecuzioni in un anno.
Composta nel 2000, Nella colonia penale è tratta
dal racconto omonimo di Franz Kakfka e descrive in modo serrato e inquietante
le ultime ore di vita di un condannato a morte sottoposto in una colonia penale
a persecutori metodi di punizione. Gli aghi di una macchina di tortura “scrivono” con
il sangue la colpa sul corpo del prigioniero, che scopre così il motivo
della sua condanna. In questa dimensione kafkiana, sospesa tra allucinazione
e realtà, un visitatore e un ufficiale dibattono sui metodi di correzione,
di giustizia e di pena. In scena campeggia la macchina di tortura.
Il libretto di Rudolph
Wurlitzer è stato tradotto
in italiano da Marco Ravasini per
rendere ancora più esplicita la temperatura espressiva
della partitura. L’allestimento italiano è ideato
e curato da Sentieri selvaggi. La regia è di Giorgio
Gallione, autore di apprezzati
spettacoli su testi di Stefano Benni, Daniel Pennac e Fabrizio
De Andrè. La scenografia è firmata da Antonio
Panzuto, i protagonisti sono il baritono Roberto
Abbondanza (l’ufficiale)
e il tenore Stefano Ferrari (il
visitatore). Due attori silenziosi impersonano il condannato
a morte e la guardia carceraria.
|