9 aprile 2001 Teatro di Porta
Romana, Milano - Suoni&Visioni Filippo Del Corno |
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baritono Roberto Abbondanza alto Annamaria Calciolari tenore Giovanni Caccamo voce&chitarra Omar Pedrini - Timoria SENTIERI SELVAGGI direttore Carlo Boccadoro regia Manuel Cicchetti Multimedia Mario
Flandoli e Donatella
Di Prete - Studio DueEffe |
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Poema a fumetti è un libro a fumetti di Dino Buzzati: lo scrittore, autore anche delle tavole disegnate, racconta la storia di Orfeo. Ma un Orfeo che vive oggi: si chiama Orfi, è un cantante pop e i suoi ascoltatori sono giovani adolescenti che affollano le discoteche. Una fredda notte di marzo Orfi vede scomparire la sua fidanzata, Eura, nel giardino di una misteriosa villa nel centro di Milano, in quella via Saterna che sta proprio tra via Solferino e via della Moscova. Il mattino dopo Orfi scopre che in realtà Eura è morta e che il muro di cinta del giardino misterioso divide il mondo dei vivi da quello dei morti. Orfi prende la sua chitarra e decide di seguire Eura; si avventura così nel giardino di via Saterna: accolto da graziose e seducenti vallette e da un “giaccone” senza volto né figura, impara a conoscere la realtà della terra dei morti, ben diversa dagli stereotipi tramandati dalle culture e dalle religioni tradizionali. Orfi riesce a penetrare nei segreti di questo mondo grazie alla propria arte musicale, che gli schiude le porte di un regno altrimenti proibito ai viventi. Commosso dalle canzoni di Orfi è proprio il “giaccone”, una sorta di diavolo custode, che gli concede ventiquattro ore di tempo per ritrovare Eura e ricondurla tra i vivi. Orfi si precipita alla ricerca della ragazza e la trova alla stazione, proprio nel momento in cui sta per partire su un treno. Orfi crede di poter rivivere la favola di Orfeo e cerca in tutti i modi di trascinare nel suo caldo abbraccio l’ormai freddo corpo del suo amore oltre le mura del giardino, per tornare insieme alle discoteche della città. Ma alla fine … Orfeo a fumetti è un’opera
a fumetti: la vicenda di Orfi e Eura viene raccontata sul
palcoscenico dai disegni stessi di Buzzati, proiettati
su una serie di schermi, mentre le voci di tre cantanti,
accompagnati da una piccola band, cantano le parole dei
dialoghi e delle didascalie che Buzzati ha scritto per
queste immagini. Non c’è nessuna identificazione
tra interprete e personaggio, come nelle opere liriche
tradizionali, ma un racconto per suoni e immagini. Solo
un interprete prende corpo sul palcoscenico in carne e
ossa: Omar Pedrini, leader dei Timoria, è la personificazione
fisica e vocale di Orfi nei tre momenti della vicenda in
cui imbraccia la chitarra e canta le proprie canzoni: all’inizio
dell’opera quando Orfi è presentato al pubblico
durante una sua esibizione alla discoteca Polypus; quando
canta per far schiudere le porte del misterioso giardino
che nasconde la terra dei morti; e infine quando commuove
lo spirito infernale e ottiene il permesso di riportare
indietro Eura.
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| orfeo_repubblica.pdf (728k) | |
| orfeo_manifesto.pdf (936k) |

